
DOVE ACQUISTARLO
Il mio libro è un autoprodotto pertanto non ha casa di distribuzione ma lo potete trovare nelle librerie sotto elencate, tutte nella provincia di Modena.
- Cartolibreria “Diegoli” – Piazza Verdi – Finale Emilia
- Cartoleria “Il Castello” – Corso Mazzini – Finale Emilia
- Libreria “L’isola che non c’è” – Via Agnini – Finale Emilia
- Cartolibreria “Galeotti” – Via N. Sauro – Finale Emilia
- Libreria – Edicola c/o Centro Commerciale La Torre (Famila) – Finale Emilia
- Libreria – Edicola – Massa Finalese
- Cartolibreria Neri Diana - Via Roma - San Felice sul Panaro
- Cartoleria Edicola di Maria Rosa Molinari - Via Estensi - Rivara di San Felice sul Panaro
- Libreria “Il Papavero giallo” – Cavezzo
Se non riesci a trovarlo, contattami: info@pezzidiunpuzzle.it
PRESENTAZIONI
PALATA PEPOLI (BO) – 30 luglio 2008 ore 21,00 Cortile delle Scuole
Intervista a cura degli attori di Artinsieme
SAN FELICE SUL PANARO (MO) – 31 agosto 2008 ore 18,00 Cortile del Castello
Intervista della giornalista Elena Benassi
CENTO (FE) – 20 settembre 2008 ore 18,00 Sala Zarri
Ospiti Zorè ed Alberto Bertoli
Intervista di Adriano Orlandini
MIRANDOLA (MO) – 20 novembre ore 21,00 Auditorium Castello dei Pico
Ospite Alberto Guasti dell’Ass. Cult. Roberto Guasti
Intervista della Prof. Odilla Gallerani
SAN PROSPERO (MO) – 28 novembre 2008 ore 21,00 Biblioteca
Intervista del critico letterario internazionale Francesco Mandrino
SCORTICHINO (FE) – 11 marzo ore 21,00 Sala Musica
Ospite Leonardo Merighi
Intervista della Prof. Odilla Gallerani
MODENA – 19 maggio 2009 ore 18,00 Centro Documentazione Donna
Ospite Alberto Guasti dell’Ass. Cult. Roberto Guasti
Intervista della giornalista Elena Benassi
PEZZI DI UN PUZZLE: IL LIBRO
PRESENTAZIONE
“Pezzi di un puzzle” è un’opera che vuole portare alla luce un argomento socialmente importante ed al contempo difficile.
Attraverso una storia romanzata, che si ispira a pensieri reali, ed alla conoscenza di un mondo spesso non esplorato per le paure recondite della diversità, si è voluto affrontare l’ostico argomento della sessualità legata all’handicap.
In una società dove tutto deve essere politicamente corretto, dove ci viene insegnato a rispettare culture diverse, non ci accorgiamo che non abbiamo ancora imparato a convivere con le diversità delle persone che ci stanno già intorno, e questo ci impedisce di rapportarci in modo sereno con le differenze del fisico e della mente.
Un corpo diverso, che non rispetta i canoni della pubblicità, i movimenti non stereotipati, fanno paura. Si ha terrore di toccare una persona in carrozzina così come si teme di fare, dire o anche solo pensare qualcosa di sbagliato che possa offendere. In realtà l’oltraggio maggiore è non dire, non fare, non pensare nulla per paura di essere inopportuni.
Le avventure di Miriam e Michele, nel libro che propongo, parlano della possibilità di entrare nel mondo di chi è diverso da noi, un disabile nella vita di un cosiddetto normodotato, un abile nella vita di un diversamente abile.
“Pezzi di un puzzle” vuol essere una lettura leggera per affrontare un tema considerato scabroso, perché gli handicappati, secondo società e cultura, non hanno sesso, sono come gli angeli, tanti cherubini privi di pulsioni, di istinti, di desideri.
Nell’era delle pari opportunità i disabili possono avere almeno il beneficio del dubbio di essere uomini e donne, maschi e femmine prima che individui?
Se il sesso è usato e strausato da giornali, tv, pubblicità, film ecc, consumato fino a privarlo della sua essenza, accade tutto il contrario quando lo si associa alla disabilità. Avvicinare una persona handicappata è per molti difficile, di più quando si tratta di istaurare un rapporto, e diviene spesso impossibile quando la persona con handicap vuole andare oltre. Entra in ballo la relazione corporea, che fa pensare all’impossibile. Infattibile fare sesso con una persona in carrozzina, inverosimile pensare che lei possa essere in grado di avere rapporti.
Da parte del disabile c’è poi la paura di non poter conquistare, non riuscire a sedurre, di non essere attraente, di non piacere. Timore che si accentua nel far entrare una persona nella propria bolla d’aria, entro la quale l’handicappato si sente al sicuro, come del resto tutti, ma dentro la quale gli altri troverebbero ancor più tangibilmente la sua diversità.
Il sesso con una persona disabile non è ne meglio ne peggio: solo diverso.
E’ questione di preconcetti, di pregiudizi imposti da decenni di cultura errata e restrittiva, tabù spesso dovuti all’ignoranza vera e propria, cioè la non conoscenza di una situazione insolita.
La sessualità, in fondo, è l’espressione comunicativa del nostro corpo, e quindi non si relega solo all’amplesso, ma a tutta una serie di segnali che non dipendono solo dal movimento, quanto dall’insieme di richiami sensoriali, dagli sguardi al tono di voce, dalle parole all’atteggiamento corporeo. E’ la personalità che dà vita alla nostra sessualità, in un gioco di parti ove ognuno mette se stesso e la propria arte di seduzione, cerebrale, verbale, fisica.
Questo vale per tutti, disabili o camminanti, handicappati o geni.
RINGRAZIAMENTI
Sono tanti e tutti mi hanno supportato in questa mia esperienza.Meritano una pagina tutta per loro.
EPILOGO DEL LIBRO
Tredici racconti, tredici episodi, un’unica storia.
L’avventura di due ragazzi che si incontrano, si cercano, si desiderano, si donano.
Una storia come tante altre, come ne esistono milioni a questo mondo.
Una favola normale eppure diversa, come differenti sono le emozioni che ogni uomo e ogni donna provano nel vivere un rapporto di qualsiasi tipo.
Una trama comune eppure straordinaria proprio per la normalità che vuole presentare.
Una storia inconsueta eppure naturale per i suoi protagonisti, per il fascino dei loro pensieri, per la sensualità dei loro gesti, per l’intensità delle loro emozioni, per il feeling delle loro percezioni.
Una storia diversa ma comune per i desideri che uniscono Miriam a Michele, per gli impulsi univoci dei sensi di entrambi i protagonisti.
Una storia d’immaginazione eppure così realistica.
Tredici racconti che parlano di emozioni, di desideri, di attrazione e di seduzione, di passione, di trasporto, di condivisione e di partecipazione, ma anche di premura e attenzione, di gioco e provocazione, di affetto e legame.
Tredici episodi dove la fantasia, la voglia di donarsi e di appartenere a qualcuno è più forte di ogni differenza, capace di superare barriere fisiche, mentali e culturali.
Tredici scenari nei quali due mondi si incrociano, si incontrano compenetrandosi, scoprendo la diversità reciproca.
Tredici vedute di un paesaggio nel quale un uomo ed una donna entrano nell’universo dell’altro, oltrepassando i pregiudizi, le paure, gli imbarazzi vicendevoli, per vivere una condizione sconosciuta o farsi coinvolgere malgrado i timori dell’inesplorato.
Tredici panorami nei quali si fa l’amore anche con gli sguardi, con le mani che si cercano e si stringono, con le labbra che si sfiorano, con gli abbracci che avvolgono, con le parole sussurrate, con i silenzi nei quali perdersi mentre si affonda negli occhi dell’altro.
Tredici sceneggiature che vogliono far riflettere.
Tredici episodi per far nascere nel lettore un dialogo interiore.
Non è un saggio, un trattato specialistico, un’analisi psicologica: non ci sono le competenze e non c’è nemmeno la presunzione di voler essere la verità.
Sono tredici racconti nei quali abbiamo messo il nostro punto di vista, da proporre modellato in modo inconsueto, forse più accattivante, più coinvolgente, usando la naturalezza che ha contraddistinto il nostro impegno, l’ironia degli autori.
Tredici viaggi per una comprensione delle domande che i due protagonisti si fanno, senza porsele sempre a parole, ma con gli atteggiamenti, le provocazioni, le evoluzioni mentali.
La spontaneità con il quale è nato questo libro, che ci ha condotto lungo i mesi di lavoro a confrontarci sui nostri modelli, sulla vicendevole educazione culturale, che ha messo in luce preconcetti e luoghi comuni, che ha scoperto particolari di una vita da disabile, che ha illuminato paure, timori, complessi di una sfera intima, l’abbiamo riversata nelle pagine, che giorno dopo giorno, si sono riempite.
Ecco il risultato: una persona in carrozzina può e vuole avere una vita sessuale, vivendone la bellezza, il trasporto, il completo coinvolgimento, da quello cerebrale a quello del corpo; un insieme di nervi, muscoli, epidermidi che vibrano e vivono non solo per amore, ma anche per quell’energia che passa attraverso l’essere umano scuotendolo dalla testa ai piedi, che esso sia seduto su quattro ruote o eretto su due gambe.
I personaggi, privi di opacità, recuperano il contatto con il loro corpo e con quello dell’altro, senza inibizioni. Evitando la parte sporca che ha contaminato la sessualità, ne esaltano la bellezza e la purezza, la vera essenza della sua creazione, tenendola radicalmente legata al resto della persona, ai propri desideri e sogni, amandola per la sua umanità.
Tredici spaccati di vita che raccontano tutto ciò che nei personaggi è intenso e vive in una relazione esclusiva, schiudendosi ad un innamoramento dell’altro e del suo modo di essere diverso ma uguale, di essere vivo.
La sessualità resta anche per loro un atto libero fino a quando la società non lo fa diventare un tabù.
Sembrerebbe una demagogia, un pensiero scontato, ma la vita quotidiana ci ha dato modo di riscontrare spesso il contrario, qualcuno vivendolo, l’altro osservandolo.
Tredici racconti di armonia e di sintonia, ma anche di grande allegria, dove le diversità e le difficoltà sono vissute come fascino e come stimoli, non certo con tristezza e angoscia.
Tredici scenari di forte intesa nei quali non c’è spazio per la pietà, per la compassione e le concessioni.
Tredici quadri fatti di emozioni, di incanti, di magnetismi, di intensità, di sensibilità, di voglia di vivere.
Criselda